La terra del Dolcetto

Il Dolcetto e’ il vitigno autoctonomo piu’ diffuso nel Piemonte che da’ il vino del medesimo nome. In questo articolo vi porto in uno dei posti piu’ importantti della sua produzione – a Clavesana, vicino a Dogliani nelle Langhe occidentali. E’ dove ha la sua sede una grande cantina cooperativa che unisce oltre 350 famiglie.

il picco Monviso, Piemonte, Italia
la vista sulla pianura e il Monviso

Vi sono stata per la prima volta dopo l’incontro con Chris Bangle. Il presidente della cooperativa, Giovanni Bracco, ci ha invitato a visitare la cantina. Ho deciso di ripassare durante un bellissimo weekend sfruttando il tempo piacevole, l’aria limpida che permetteva di ammirare un immagine indimenticabile di dolci colline incorniciate dalla catena delle Alpi.

Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
Cantina Clavesana

Nonostante la domenica, lo spazioso negozio della cantina era pieno di vita. Mi e’ piaciuta subito l’atmosfera di questo posto: accogliente, anche un po’ famigliare. A fare la spesa ci vanno soprattutto i cittadini supportando in modo solidale la produzione locale, il frutto del loro lavoro. Ogni tanti ci capitano anche i turisti, oppure i distributori di vini (certi arrivano qui con l’elicottero – come ho potuto vedere con i miei occhi- atterrando all’indietro dello stabilimento).

Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
un frammento del negozio
Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
la visita con un elicottero
Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
le Langhe dall’aria – e’ sicuramente una panorama mozzafiato

Il vino puo’ essere comprato sfuso, in bottiglie e pacchi regalo: in belle casse di legno oppure nelle eleganti scatole di cartone. Oltre il Dolcetto (90% della produzione), e’ disponibile la Barbera, il Barolo oppure il fresco Langhe Chardonnay. E, visto che l’assortimento e’ ampio, vale la pena chiedere aiuto lo staff, che offre volentieri il suo consiglio ed i vini da degustare.

Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
un pacco regalo
Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
una bella cassa di legno

Giovanni Bricco accompagnandomi nella cantina e nei dintorni, mi ha raccontato non solo sulla produzione, ma anche un po’ della vita del paese. Pian piano che la strada saliva, davanti ai miei occhi si distendeva uno splendido panorama sul fiume Tanaro e il picco del Monviso. Mi affascinava la tranquillita’ della zona, una specie di onnipresente idillio, i colori stupendi: il verde chiaro della vite, piu’ scuro dei noccioli, i fiori variopinti sui prati che dividevano i campi, e questo silenzio quasi assoluto…

Langhe, Piemonte, Italia
la vista sulle Alpi
Langhe, Piemonte, Italia
i noccioli

I prezzi degli immobili sono piu’ bassi che nei paraggi di Alba ed il comodo accesso all’autostrada Torino-Savona aiuta di raggiungere velocemente la capitale del Piemonte oppure la Liguria. Non stupisce che tanti stranieri scelgano questa zona per comprare la loro seconda casa. In conseguenza la meta’ delle proprieta’ appartiene a Svizzeri o Tedeschi che ci passano le vacanze, i weekend e invece le persone come Chris Bangle che vi ci sono trasferite per sempre sono sempre in minoranza.

Langhe, Piemonte, Italia
una strada vuota
Langhe, Piemonte, Italia
un paesaggio idilliaco

Tutto quello non vuol dire che ci si viva facilmente e senza problemi, anzi qui e’ la parte decisamente piu’ povera delle Langhe. Come mi ha spiegato il presidente della Cantina Clavesana sono un po’ indietro rispetto ai ricchi viticoltori di Barolo, di Barbaresco oppure di La Morra. La ragione? Troppo tardi hanno cominciato ad usare la loro terra in modo efficace e a pensare di fare il vino. Oggi e’ difficile immaginare che nelle Langhe e Roero non tanto tempo fa l’uva si vendeva – come frutta – e nessuno considerava l’idea di farne il vino. Solo che i contadini di La Morra o di Barolo per primi hanno cominciato a viaggiare nella vicina Borgogna, imparare dai Francesi e si sono resi conto che la loro terra e’ il vero e proprio tesoro, bastava solo saper sfuttarla. Quando i cittadini di Clavesana hanno deciso di seguire i vicini, il mercato del Dolcetto era stato ormai saturato dagli altri produttori.

Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
l’imbottigliamento e l’etichettatura
Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
le vasche in acciaio inox
Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
la sala delle riunioni

Ma c’e’ anche un’atra ragione – il vitigno stesso. I viticoltori nei dintorni di Alba vivono bene grazie al Nebbiolo – che da’ i vini costosi, lussuosi ed alla moda, invece Dogliani e’ la patria del Dolcetto. Che pur essendo il vitigno autoctono, e’ purtruppo il piu’ diffuso nel Piemonte – in totale ci sono 12 denominazioni, oltre 5000 produttori, si producono 20 milioni di bottiglie all’anno. E non ci sarebbe il problema se non il fatto di essere un tipo di vino bevuto praticamente solo in Italia, raramente all’estero. Porta anche un nome che da’ un po’ di confusione. Spesso viene percepito come un vino dolce. Invece e’ secco, molto fruttato, meno tannico che il Barolo o il Barbaresco. Allora perche’ si chiama dolcetto? Perche’ la polpa dell’uva e’ particolarmente dolce, infatti anche oggi della sua frutta si prepara la marmellata cogna’.

Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
le botti in Cantina Clavesana

Come quindi la dolce vite trasformare nella dolce vita? La cooperativa punta non solo sulla quantita’ (e’ il piu’ grande produttore di Dolcetto in Italia, che vuol dire anche nel mondo), ma anche sulla qualita’. Clavesana Dogliani DOCG (1 500 000 di botiglie che fanno 80% della produzione all’anno), una vera e’ propria star della cantina, per l’annata 2011 e’ stata premiata da Decanter (Decanter World Wine Awards) con l’argento, e invece il 2012 con l’oro. Gambero Rosso ha assegnato due bicchieri a Clavesana Dogliani DOCG 2011 e il Clou Dogliani Superiore 2010 (5000 bottiglie prodotte all’anno).

Cantina Clavesana, Piemonte, Italia
Clavesana Dogliani DOCG 2011 e il Clou Dogliani Superiore 2010

Piu’ info sui premi, sulla cantina e i suoi vini trovate sulla pagina ufficiale: http://www.inclavesana.it/

2 pensieri su “La terra del Dolcetto

  1. è molto ben fatto ciò che si legge sul dolcetto, ma manca,
    almeno io non l’ho trovato il commento sulla derivazione del nome
    “dolcetto” – grazie

    1. Ciao Mario!
      Grazie del tuo commento! Il nome “dolcetto” deriva dalla particola dolcezza della polpa dell’uva, infatti anche oggi della sua frutta si prepara la marmellata cogna’(l’info trovi nel penultimo paragrafo). Se ti interessa l’argomento di questo vino qualche informazione trovi anche nel penultimo paragrafo dell’articolo su Dogliani: http://www.belpiemonte.com/it/ciliegie-e-dolcetto-a-dogliani/
      Buona lettura!

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